09 ago 2015

Recensione di "A Volte Ritorno" di John Niven

Trama di copertina:
Dopo una vacanza di qualche secolo Dio è tornato in ufficio, in Paradiso, e per prima cosa chiede al suo staff un brief sugli ultimi avvenimenti. I suoi gli fanno un quadro talmente catastrofico - preti che molestano i bambini, enormità di cibo sprecato e popolazioni che muoiono di fame... - che Dio si vede costretto a rimandare giù il figlio per dare una sistemata. JC (Jesus Christ) gli dice: "Sei sicuro sia una buona idea? Non ti ricordi cosa è successo l'altra volta?" Ma Dio è irremovibile. Così JC piomba a NY, dove vive con alcuni drop-out e ha modo di rendersi conto in prima persona dell'assurdità del mondo degli uomini. E cerca, come può, di dare una mano. Il ragazzo non sa fare niente, eccetto suonare la chitarra. E riesce a finire in un programma di talenti alla tv. Un gran bel modo per fare arrivare il suo messaggio a un sacco di gente. Ma, come già in passato, anche oggi chi sta dalla parte dei marginali non è propriamente ben visto dalle autorità.

"Secondo voi quando Gesù tornerà sulla Terrà avrà voglia di rivedere una croce del c***o?"
(Bill Hicks)



Ottimo inizio: una risata tira l'altra. 
Le scene comiche si susseguono una dietro l'altra, non lasciando nemmeno il tempo di respirare.

Il titolo italiano è molto più d'impatto rispetto all'originale, mentre, per quanto concerne la copertina, preferisco nettamente la versione Americana. Quest'ultima sembra volerci dire: "Se Gesù oggi fosse tra noi.... altri non sarebbe che un criminale"

Linguaggio "un tantino" parecchio volgare, ma niente di illegale.
Lo sconsiglio ai religiosi puristi e a quelli che si sconvolgono davanti a linguaggi scostumati.
Forse avrei evitato certe esagerazioni, come il fatto che Dio&Company fanno uso abituale di  canne e marjhuana: non mi sembra il caso di arrivare a questo punto, visto il tema piuttosto... delicato.

Irving fa di Gesù il suo portavoce, un modo indiretto di affrontare argomenti controversi, oggetto di dibattiti e accese discussioni: politica, religione, diritti degli omosessuali, ecologia, denaro e molto altro.

Di cosa parla il libro?
La vicenda ha inizio in Paradiso.
Dio si appresta a tornare "in ufficio" dopo un lungo periodo di ferie in cui essenzialmente è andato a pescare.
Perchè si, si lavora anche qui, cosa pensavate?
Quante cose si è perso!
I vari assistenti della combriccola lo aggiornano sull'attuale situation della Terra, e ne rimane sconvolto, gli cadono le braccia dallo sconforto tanto ci rimane di sasso.

Il Dio di Irving non vede la Bibbia come un libro di culto, anzi, rimane stupito quando ne scopre l'esistenza.

Ci rimane ancor più male quando si rende conto che la religione basata sul suo culto si basa su ideali che non c'entrano niente con quello che lui veramente pensa: falsi profeti hanno sfruttato la sua immagine a loro vantaggio, per diffondere idee che Lui nemmeno condivide.
Dopo questa breve introduzione, un altro personaggio entra in scena: Gesù.
Ma chi è costui?
E' "uno di noi", è un po' il ritratto del ragazzo medio contemporaneo: voglia di far niente, "bamboccione" e molto legato al padre.

Vista la grave situazione sulla Terra, il Signore decide di far scendere il figlio a New York, nel tentativo di salvare "aggiustare" gli uomini, e per infondere in essi un briciolo di sale in zucca come intente Lui.
Gesù, scorbutico e di malavoglia, è costretto a rimettersi nei panni del Messia.

Toglietevi dalla testa l'immagine idealizzata che vi siete fatti del Figlio di Dio: niente parabole, niente miracoli e niente "passeggiate" sulle acque per il Gesù di Irving.

Pensate invece a qualcuno di più umano e moderno, senza peli sulla lingua: una versione... aggiornata.

"Piacere, Gesù" [...]
"Come Quello della Bibbia?"
"Spiccicato. Senti, non ti devi preoccupare, qual è la cosa peggiore che può capitarti?"
"Che a loro non piaccio"
"Allora che se ne vadano a*******o [...]


"E quindi... " dice Terence, pulendosi il labbro superiore dalla schiuma di birra "Quand'è che c'è la messa?"
"La messa?" domanda Gesù.
"Si, la messa e le preghiere e tutto il resto.
Gesù e Becky scoppiano a ridere.
"Amico" dice Becky, "se è questo che cercavi, poco ma sicuro sei finito nel posto sbagliato"

Nella sua nuova vita da Messia, GC è lo squattrinato chitarrista di una band, pieno di amici "problematici" provenienti dai quartieri poveri della città: tizi poco raccomandabili per la gente comune, barboni, donne con un passato di droga e prostituzione, aiutate da lui a tornare a condurre una vita più sana.

PREDICA BENE E RAZZOLA male BENE
L'immagine da "buon samaritano", però,  non gli si scolla del tutto di dosso.
Malgrado le sue pessime condizioni economiche, si impegna ad ogni costo nell'aiutare i bisognosi.
Nel complesso, però, l'uomo che ci viene presentato da Irving non è certo un santarellino: un po' hippie e anticonformista, un po' come faceva il buon vecchio Robin Hood, ricorre anche all'inganno per ottenere certe agevolazioni dimostrandosi un perfetto affarista.

"JESUS CHRIST SUPERSTAR"
La vita della sua band ha un ruolo preponderante nella vicenda, tanto da mettere in secondo piano il tema principale della storia.
Gesù capisce che, se vuole essere ascoltato dal popolo moderno, l'unica soluzione è servirsi dei mass media.

Ma come fare?

"Gesù Cristo si era illuso che quaggiù fosse tutto più semplice: formi una band che spacca, vendi una marea di dischi e poi usi quel palco per dire alla gente che stanno mandando tutto a p*****e. [...] Facile, come no. Pensa ora"

Sarà un annuncio pubblicitario a fargli venire la brillante idea:  partecipare ad un provino per un talent show musicale.
Parte così per un viaggio on the road destinazione Los Angeles (gli studi di American Popstar), scortato dalla sua affidata ciurma di amichetti ...

Caduta di stile a metà libro: una volta approdati in tv, non si fa altro che parlare di dati tecnici, audience,strategie per aumentare la popolarità del proprio personaggio televisivo, dilemmi su quali canzoni presentare alle esibizioni, produttori bacchettoni: uno spaccato di ciò che accade dietro le quinte di un talent show di successo: piuttosto barboso.

Una ripresa la si ha solo nell'ultima parte.

Il testo è arricchito qua e là da citazioni di canzoni famose, che a loro modo fanno da colonna sonora alla narrazione.
I minuziosi dettagli musicali e alcune scene stile musical faranno sicuramente piacere agli appassionati di musica!

Riuscirà il nostro eroe a cavalcare l'onda del successo e, soprattutto, a diffondere la parola del Padre nel Mondo?

"Fate i Bravi"
(Dio)

COINVOLGIMENTO: (=quanto è riuscito a coinvolgermi): 7/10
STILE DI SCRITTURA: 8/10
ORIGINALITA' TRAMA: 8/10
PERSONAGGI (profilo psicologico): 7/10
SETTING (qualità descrizioni): 7/10

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