22 ago 2015

Recensione Shadowhunters - Città del Fuoco Celeste (The Mortal Instruments # 6) di Cassandra Clare


Erchomai, ha detto Sebastian. Sto arrivando. E ancora una volta sul mondo degli Shadowhunters cala l'oscurità. Mentre tutto intorno a loro cade a pezzi, Clary, Jace e Simon devono unirsi con tutti quelli che stanno dalla stessa parte, per combattere il più grande pericolo che la società dei Nephilim abbia mai affrontato: Sebastian, il fratello di Clary. Il traditore, colui che ha scelto il male. Nulla, in questo mondo, può sconfiggerlo, e i tre, uniti da un legame profondo e indissolubile, sono costretti a cercare un altro mondo dove l'estremo scontro abbia una speranza di vittoria. Il mondo dei demoni. Ma il prezzo da pagare sarà altissimo. Molte vite saranno perdute per sempre, e l'amore sarà sacrificato per un bene più grande: scongiurare la distruzione definitiva di un mondo che non sarà mai più lo stesso. Perché la fine degli Shadowhunters è anche il loro inizio.


Cos'è successo alla fine del romanzo precedente:
-Maureen (la ragazzina trasformata in vampiro da Simon) ha ucciso Camille e ha preso il suo posto nel ruolo di capo dei vampiri.
-Magnus ha lasciato Alec.
-Jace è tornato in sè, non senza effetti collaterali.
-Sebastian, in possesso della Coppa Infernale, è riuscito a realizzare il suo progetto di dar vita a degli Shadowhunters al contrario (malvagi), gli Ottenebrati.
-Simon non ha più il marchio di Caino.

Nell'incipit, viene introdotta la famiglia Blackthorn dell'Istituto di Los Angeles.
Anche Helen, che se vi ricordate era comparsa nel libro precedente, è una Blackthorn (il padre è comune agli altri fratelli, mentre la madre è una fata).
Emma Carstairs è una studentessa presso l'Istituto. E' la migliore amica di Julian Blackthorn, un ragazzino dai capelli arruffati dai tratti tipici della famiglia.
Il padre di quest'ultimo, Andrew Blackthorn, è l'attuale capo dell'Istituto.

La minaccia di questi nuovi  e invincibili guerrieri oscuri si fa sempre più gravosa, mettendo in allerta tutto il mondo.
 Sebastian, servendosi della Coppa Infernale, vuole fare passare dalla sua parte il maggior numero possibile di Shadowhunters.
I suoi attacchi sono rivolti soprattutto agli Istituti dove essi si addestrano: è presso di essi che è possibile trovare il maggior numero di Nephilim raggruppati in un unico luogo.
Quello di L.A. sarà solo uno dei tanti Istituti a subire un attacco di massa.

Reputo pressochè inutili questi personaggi aggiuntivi.
Ammetto di esserci rimasta malissimo quando, iniziata la lettura del primo capitolo, mi sono trovata di fronte a nuovi personaggi, nuova ambientazione e nessun accenno ai soliti protagonisti.
Ma non preoccupatevi: l'autrice non ha deciso di lasciare in sospeso quanto ha scritto finora: fortunatamente non bisogna aspettare molto perchè ricompaiano anche i soliti personaggi, che hanno ancora molti affari in sospeso... 
Secondo un piano ben congegnato, gli eventi accaduti nell'Istituto di L.A. vanno ad intersecarsi con l'intreccio principale.

Tanta azione e poca suspence, tanti personaggi e parte introspettiva poco curata: scelte che non ho gradito per niente.
La lettura è piuttosto impegnativa: le abbondanti scene d'azione sono ben descritte e si susseguono una dietro l'altra (soprattutto nella parte centrale). In questi tratti ho faticato parecchio a mantenere alto il livello d'attenzione.
Il libro è denso d'eventi. Solo nell'ultima parte si può trarre un respiro di sollievo e godere di scene un po' più introspettive, con uno stile più ricco di frasi ad effetto.
Tutto sommato, una degna conclusione della saga.


"Conosco gli Shadowhunters [...] E da molto tempo. Siete strane creature. Tutta fragile nobiltà e umanità da un lato, tutto sconsiderato fuoco degli angeli dall'altro" Fece saettare gli occhi su Jace. "Soprattutto tu, Herondale, perchè il fuoco degli angeli ce l'hai nel sangue"
(Magnus Bane).

Valutazione: 

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